Per sempre
è utopia,
eternità clandestina,
sogno dei desideri,
miracolo della fede,
illusione del cuore
e delirio di Crono.
Per sempre
è in nessun luogo,
visione infinita,
orologio senza lancette,
musica senza suono
e foglio senza inchiostro.
Per sempre
è la ricerca
di anime pure
che vogliono trovare
l’estasi del tempo.

Un doveroso e sentito grazie a IcePetal
Alzatevi dal silenzio
Sollevate le gonne
c'è un'altra stagione infernale
di poeti urlanti
che arriva insieme al nuovo inverno.
Sollevate palpebre & mani
ballate nel cielo aperto dell'alba
suonate le vostre gioiose vesti
cantando nel fuoco della giovinezza.
Non lasciate la rabbia in giro
non gettate odio nella rete idrica universale
non impugnate armi & dolore
ma soffiate come vento dolce
su terre di libertà.
C'è ancora tempo
per i vostri santi peccati
l'amore incombe sul vostro petto
e anche nel cammino del buio
c'è sempre una voce
a guidarvi verso la luce.
Sollevate il sentimento dell'estasi
non adorate idoli di roccia
pregate soltanto il vostro respiro
di essere più forte
di tutto il gas nevrotico di questo millennio.
Abbandonate il rancore
dimenticate i confini
superate la frontiera delle vanità
e bevete intonando canti di vita alla vita.
Siete qui
ora e mai più.
Siete adesso
fatti di sangue ed emozioni
fatti di pensieri & carne. & carne.
Siete voi e nessun altro come voi
eppure siete uno
e nient'altro che uno.
Non ci sarà tempesta che potrà fermare
il vostro navigare
non ci sarà tuono che potrà lacerare
il vostro sogno.
Sollevatevi al di sopra di prigioni di quotidianità
e abbracciatevi in un'unica essenza libera.
Sollevate il tempo
che l'inferno non è eterno
e il paradiso terrestre
è infinito.
Stai qui con me
Le anime
traboccano sudore
dal tempo
onde quiete
onde che respirano
vento
e l'orizzonte
è una notte
che danza
il ritmo incessante
di stelle
in amore.
Stai qui con me.
L'atollo del silenzio
la nostra pelle
il cielo
coralli di pensieri
lontano il rumore
vicino il tuo respiro
di salsedine
e luna
i nostri corpi
nudi
fecondi
estivi sogni.
Stai qui con me.
Le gesta della luce
affinità preziose
pescatori di scintille
scaldano la libertà
nessuna catena
nessun limite
al fuoco
le mani giunte
a divinare
il futuro.
Stai qui con me.
Senza fine
senza termine
la grazia
sollevando il canto
di sangue
e piacere
verità immutevole
plasmando la bellezza
di questi occhi
del mare che li abbraccia.
Stai qui con me.
E, dopo tutte le parole e le emozioni, se ne è andata via.
Dedicata ai viaggiatori e a chi cerca il coraggio per partire
LO SPETTRO DI GULLIVER
Mi raccontano di te a volte storie surreali
Sui tuoi viaggi perduti tra arrivi e poi partenze
Dei tuoi occhi che scrutano i giorni autunnali
Per ritrovarsi in estate tra voci e parvenze.
E le tue lettere arrivano a distanza di mesi
Non so mai di preciso qual è la tua posizione
Se balli danze tribali o mangi piatti cinesi
Se hai ancora soldi per la prossima destinazione.
Una cartolina rimane stanca e bagnata
Sopra al mio letto mentre fuori piove
Mi mandi un saluto in questa nuova giornata
Mentre mi chiedo quali prossime alcove
Accetteranno il tuo corpo e le tue illusioni
Con quale donna dividerai la tua stanza
Mentre io fumo lento in queste mie stagioni
Con un altro anno passato e messo a distanza.
Dal Messico al Giappone passando per
Il Marocco e il Venezuela volando sopra al mare
Mi hai spedito quella foto con la pioggia che ti bagna
E tu sorridendo alzi il bicchiere per brindare
Ai tuoi viaggi e alla mia vita che resta sempre qui
Tra scartoffie giornaliere e lamenti quotidiani
Metto un disco di Miles Davis in quest’altro lunedì
E t’immagino seduto con la tua tribù di indiani.
Hei Gulliver che fai? Non sei stanco di fuggire?
Aspettami un momento tra le tue illusioni e i tuoi lillipuziani
Acrobata del tempo sempre pronto per partire
Giganti e isole volanti, sogni e cavalli umani
Ma non è follia è soltanto un sentimento
Lo specchio disarmante della nostra vita
Hai toccato con le mani quella tua luna d’argento
E la notte ti ha lasciato qualche piccola ferita.
Al prossimo porto c’è una donna che aspetta
I tuoi occhi da sempre in un sogno velato
Dalle nebbie e dal fumo della tua sigaretta
Che stringi a tua spada ogni giorno iniziato
Hei Gulliver, mi chiedo se passerai ancora di qui
Ho la mia sacca pronta e già troppi rimpianti
Mentre scivola piano questo lunedì
Nell’autunno degli ozi che va sempre avanti.
La gola secca, i polmoni secchi, le labbra secche, lo stomaco secco, la strada secca, il cielo secco, l'inferno secco, le luci secche, la vita secca, gli occhi secchi, il vento secco, i lampioni secchi, le palpebre secche! Ubriaco! Un uomo ubriaco... secco! Come il giorno d'autunno, sempre più vicino alla nascita secca dell'inverno, sempre più addentro alla notte!
Ma non gli importa, non gli importa! Cammina oscillando come il pendolo del tempo, gli occhi arrossati dal fumo pesante di questa città, la barba è nebbia per il suo collo, piede dopo piede, muro dopo muro, sempre più addentro alla baia delle ombre, per confondere la sua vita con quella dei pesci silenziosi e dei coltelli sanguinanti.
Se ne frega dei miei sguardi, non vuole la pietà del mio cappotto o la speranza di qualche angelo! Se ne frega a volte anche del suo cappotto lercio e degli angeli che lo inseguono rincorrendolo! E' un ubriaco fiero, rispettoso dell'alcol e delle bottiglie. Accende a fatica una sigaretta secca e svolta l'angolo di un negozio di manichini eleganti.
(Per un vecchio ubriaco di New York).
02/11/2005